Premio Letterario Il Meleto di Guido Gozzano
Risultati della XV edizione del Premio Letterario il Meleto di Guido Gozzano
Sezione editi - Premio Gilda Conrieri -
1° Anna Bani di Gallarate con il volume " Dell'inverno e di altri segni"
2° Antonio Catalfamo di Barcellona Pozzo di Gotto ( Me) con il volume:"Metamorfosi del mito"
3° Domenico Fadda di Cagliari con il volume :"Biblioteca dell'incongruo"
Sezione inediti:
1° Maria Grazia Zollo di Genova con la poesia :"Sulle Alture"
2°Silvia Sillano di Asti con la poesia:" Geometrie non euclidee"
3° Giulia Andrea Pansera di Treviglio ( BG) con la poesia:" Ortica Blu "
Sezione racconti inediti:
1° Paola Vercellotti di Villareggia ( Torino) con il racconto:" Born in USA "
2° Lorenzo Albrile di Torino con il racconto:" Tapparelle abbassate"
3° Claudia Lucca di Torino con il racconto :" Caelum quique liberum est"
Sezione scuole
1° AAVV seconda Media Istituto Comprensivo A.Massazza di Mede ( PV) con " Voci e sussurri" Curatrice : Fiammetta Rossi
Segnalazione di merito a Lidia Chiarelli con il libro fuori concorso : "L'incanto delle luci"- Vitale Editore Sanremo 2025
Motivazioni espresse dal Dott. Bruno Quaranta, giornalista
Anna Bani
E’ il “vuoto dell’assenza” che Anna Bani prova a colmare facendo poesia, verso dopo verso, come ogni verso così drammaticamente inutile e quindi così necessario. C’è un’immagine fra le immagini, un segno tra i segni nella sua raccolta che ne esemplifica la sfida: “trattenere dello sparuto volo / almeno un palpito di piume”. Testimoniando una inscalfibile fiducia nella lingua: per ciò che della condizione umana sa tradurre, per ciò che è finora intraducibile (“la rocca imprendibile”). Essendo la speranza nell’opera. La sua: colloquiale, sapienziale, non casualmente rabdomantica.
Antonio Catafalmo
C’è “un’ispirazione che affonda le radici nel passato più remoto dell’individuo e traduce la quintessenza della sua scoperta delle cose. […] Di esse il creatore non saprebbe dir altro se non che sono il suo mito, il suo evento unico”. E’ l’epigrafe ad hoc delle Metamorfosi di Antonio Catalfamo, una lunga fedeltà, la sua, all’interlocutore di Leucò. Quando, in particolare, come Orfeo, Cesare Pavese sapeva distogliere lo sguardo dal baratro, dal vizio assurdo. “Ero quasi perduto, e cantavo”. Catafalmo è consapevole che almeno attraverso la parola si possa forzare la sorte, si possa far “sgorgare il miele dal favo”. Non sempre amaro come assicurava un poeta come lui siciliano, e limitrofo geograficamente, don Gesualdo Bufalino.
Lidia Chiarelli
La poesia come voce della natura. Tra mare, giardini, sentieri, colli e colline. Un colloquio in versi con le carissime ombre: da Emily Dickinson a Dylan Thomas, da Hopper a Ferlinghetti. Non dimenticando Montale, la sua avvertenza così vera per chi insegue L’incanto delle luci, come si intitola la raccolta di Lidia Chiarelli : “Chi fa luce rischia il buio”.
Motivazioni Premi Poesia Inedita 2025
1°) Maria Grazia Zollo, Sulle alture
La poesia premiata evoca il paesaggio ligure colto in un momento in cui il tempo pare sospeso tra passato e presente in una visione notturna, lunare, silenziosa e autunnale. La citazione montaliana dei cocci di bottiglia in cima ai muretti delle “crêuze antiche” richiama altre parole e immagini con cui i poeti liguri colsero l’asprezza e la solitudine della loro terra.
In questa lirica vari indizi suggeriscono un’ambientazione cemeteriale: i lumini accesi nella notte, oppure l’alternativa tra pace e tristezza, silenzi e memorie.
La poesia è sapientemente costruita: alcune strofe costituite da versi brevi, per lo più quinari, con la presenza di diverse rime.
2°) Silvia Sillano, Geometrie non euclidee
La poesia premiata con il secondo posto è incentrata sull’amaro spaesamento di chi non si riconosce più nel proprio aspetto e nel proprio tempo. La vecchiaia non conduce alla saggezza, come vorrebbe il luogo comune, ma, a detta dell’autrice, porta invece a riconoscere che tutto è mutato in lei stessa e intorno a lei. Le certezze di ieri lasciano il posto a qualcosa di scomposto e irregolare, comprensibile e misurabile forse solo con le geometrie non euclidee che danno il titolo alla lirica.
La poesia è composta da cinque strofe di versi liberi di varia lunghezza, con alcune assonanze.
3°) Giulia Pansera, Ortica blu
La poesia premiata con il terzo posto evoca immagini oniriche con un sapiente gioco di simboli, di metafore, di allusioni… Al centro della lirica, le profondità dell’animo paiono un “santuario di me”, un tempio interiore dalle “colonne corinzie”.
Ma nel finale, con un brusco stacco, il risveglio disperde dolorosamente nel fango la preziosità delle immagini sognate.
Il testo poetico è abilmente costruito con versi brevi, essenziali, ciascuno composto da due parole accostate (tolto qualche nesso sintattico), prevalentemente quinari, con qualche senario e settenario.
RACCONTI VINCITORI 2025
1. Paola VERCELLOTTI, Born in the USA
La narrazione, agile e divertente, basata su di un’idea originale, è portata avanti senza cedimenti di ritmo dal punto di vista del protagonista, “un giovane armadillo a nove fasce”, che guarda con lo stesso disincanto il mondo degli animali della sua specie e quello delle irresponsabili “scimmie nude”, gli uomini. Sotto l’apparente leggerezza del racconto, si celano temi importanti: il secondo emendamento della Costituzione americana e il facile accesso alle armi da fuoco, la relazione superficiale e spesso distruttiva dell’uomo con la natura e con gli animali, i rapporti fra i sessi. La scrittura, profondamente ironica, priva di appesantimenti e di facile retorica, risulta piacevole e sorretta da conoscenze porte con garbo.
2. Lorenzo ALBRILE, Tapparelle abbassate
Il racconto, intenso e intriso di “malinconica allegria”, è narrato dal punto di vista di un ragno che, dall’alto della sua tela discreta, assiste al trascorrere della vita nella casa di due Vecchietti, documentandone spaccati di vita familiare, mentre il tempo passa, mutando le persone e la società (“In fondo, la città cambia, i negozi aprono e chiudono e i vecchi vanno in pensione, no? È nella natura delle cose”). La scrittura, arricchita da immagini efficaci, documenta un tempo sospeso destinato a un finale tragico quando le tapparelle verranno rialzate da nuovi abitanti, dando così inizio a una nuova realtà.
3. Claudia LUCCA, Coelum cuique liberum est
Il testo è costruito su riferimenti colti, storici e letterari, a partire dalle due frasi che, appese al muro del vecchio studio del narratore protagonista, fanno da base e da filo rosso al racconto: “Caelum cuique liberum est” e “Nunc redit animus”, vale a dire “il cielo è libero per tutti, tutti hanno diritto all’azzurro, al respiro, alla libertà” e “ora torna il coraggio o […] ora torna il respiro”. Quel respiro simbolo della libertà a cui aspira il protagonista, caduto in disgrazia alla morte del padre generale e ormai ai margini della società, tanto da perdere il contatto con il reale.